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Ai tanti che in questi giorni, leggendo gli articoli di stampa che hanno trattato il tema “genitore 1 e genitore 2”, avranno pensato: “abbiamo toccato il fondo !”, voglio rispondere prendendo in prestito ciò che gli economisti dicono da anni a chi tenta di esorcizzare e banalizzare la grave crisi che dal 2008 stiamo vivendo: “al peggio non c’è limite, rimboccatevi le maniche e lavorate per il meglio!”.

Sul fronte dei temi etici, però, il declino è più grave e pericoloso ancora.

Un tarlo vorace e silenzioso sta indebolendo le strutture portanti della nostra società senza provocare levate di scudi da parte dei cittadini. Ciò perché, non toccando apparentemente il portafoglio di nessuno, vera carne viva di questa società secolarizzata, non suscita dolore.

Si sa, solo il dolore percepito provoca reazioni immediate, mentre i mali più insidiosi spesso si manifestano all’improvviso, quando è già tardi.

La distruzione dell’ “Istituto Famiglia” è da sempre obiettivo della sinistra.

L’ostentazione e l’esaltazione dei concetti di amore, parità, tolleranza … sono e sono stati i loro “cavalli di troia” e di battaglia (rigorosamente presi in prestito da altre culture e sensibilità!).

Oggi, però, ne hanno voluto schierare uno nuovo, questa volta tutto loro, dal nome “genitore 1 e genitore 2” . Domani, probabilmente,  sarà il turno del più asettico ed algebrico  “x ed y” (chissà che qualcuno non trovi discriminatorio essere citato per secondo …).

L’obiettivo, però,  è sempre quello: negare i ruoli naturali di madre e di padre per distruggere il concetto di Famiglia per, magari, sostituirlo con quello più neutro di “binomio”, “trinomio”, “quadrinomio” o, ancora, “insieme/insiemi” dentro i quali sarà possibile mettere di tutto un po’.

Un’azione subdola, ma magistralmente condotta, perché spacciata per “doverosa” ed “antidiscriminatoria” e, per di più, appoggiata da un Ministro dalla pelle nera, la Kyenge, oggi divenuto, grazie alle sciocche prese di posizione di alcuni, il simbolo credibile della lotta alle discriminazioni.

Questo è quanto sta accadendo a Bologna ed in altre parti d’Italia, con la connivenza di “cattolici adulti” ed “intellettuali” in salsa rosa che, per contiguità e convenienza politica, o solo per vigliaccheria, non osano aprire bocca davanti allo scempio a cui stanno assistendo.

Noi, però, siamo giovani e forti. E pure vivi.

Diamoci da fare!

scimmiottando i francesi …