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Oggi, assieme alle Colleghe Salsi e Borgonzoni, ho riportato all’ordine del giorno della Commissione Bilancio del Comune di Bologna il tema della contribuzione Tarsu e della consistente lievitazione delle aliquote registrata dalla CGIA di Mestre. Nello specifico, come già dettoVi in precedenti comunicazioni sul tema, che parimenti potrete trovare sul sito www.lorenzotomassini.it, si trattava ancora una volta della ormai famosa addizionale ex ECA (10%) che, a parere della Corte dei Conti della Regione Lombardia (n. 146 del 24/4/2009), può trovare applicazione solo in caso di specifica previsione regolamentare e, comunque, nei limiti dell’effettivo costo del servizio. In altri termini, i Giudici contabili lombardi, rispondendo ad un quesito posto da un Sindaco di un comune della provincia di Pavia, avevano precisato un concetto assai semplice: il Comune può chiedere ai cittadini quanto necessario alla copertura dei costi del servizio, nulla più.
Purtroppo, come spesso accade, Bologna ha fatto eccezione. Per quanto rilevato dalla CGIA di Mestre e da affaritaliani.it, i nostri amministratori, negli ultimi anni (dal 2006 al 2011), avrebbero “raccolto” dalle famiglie e dalle imprese bolognesi 22 milioni di euro in più dei costi sostenuti per la raccolta e lo smaltimento del “rusco”.
Di fronte alle nostre richieste di spiegazioni la Vice Sindaco, oggi accompagnata dai tecnici del settore, nulla ha detto. Meglio: ha fatto dire al Dirigente preposto che il Comune di Bologna “si limita ad applicare la legge”. Applicare la legge? Ragioniamo: se la Corte dei Conti lombarda (composita da sei giudici togati, oltre a due “referendari”) ha scritto a chiare lettere che l’addizionale ex ECA può applicarsi solo se previsto dal regolamento interno e nei limiti del costo del servizio, come si può affermare che sia legittimo domandare ai bolognesi (in sei anni) 22 milioni di euro in più della spesa sostenuta? Con tutto il rispetto per i nostri tecnici, che di disastri ne hanno già fatti tanti (per citarne alcuni: la fusione ATC-TPER, lo scandalo della sosta, il  Civis, il  People Mover, l’ammanco Coopertone …), mi fido molto di più dei giudici-tecnici piuttosto che della loro interessata interpretazione. Mi scuseranno, ma il peso specifico delle loro parole è pari a quello del pulviscolo atmosferico: sono troppi i precedenti e, per definizione, chi ha interessi in causa … non può testimoniare!

Morale: la seduta di oggi non è servita a molto, se non ad assistere all’ennesima autoreferenziale difesa di una politica che, come vero risultato, ha avuto l’aumento della tassa, con conseguente impoverimento dei cittadini. Un aumento che, bisogna ricordarlo, colloca il nostro Comune ai vertici italiani per lievitazione del balzello.

Dal canto nostro, non dubitatene, non  staremo a guardare. Come già avvenuto in altre occasioni, interesseremo al caso anche altre Istituzioni dello Stato e sarà mia premura chiedere alla Corte dei Conti territoriale un ulteriore parere per capire preliminarmente come debba essere interpretata la legge e, finalmente, dove siano finiti tutti quei soldi perché una cosa è certa: il servizio che tutti abbiamo pagato è costato 22 milioni in più.

Un cordiale saluto,

Lorenzo Tomassini