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Per 3 settimane i berlusconiani presidieranno i semafori per contrastare racket e criminalità

 Da “lavavetri abusivi” a “lavamuri organizzati”. E’ il piano ideato dal Pdl cittadino di Bologna, che, a partire da domani e per tre settimane, sara’ di presidio in tre semafori “caldi” della citta’: porta Saragozza, porta S.Donato e all’incrocio tra viale Aldo Moro e via Stalingrado.

“La resa dei conti del 19 agosto scorso – spiega alla stampa Lorenzo Tomassini, ex capogruppo del Pdl in Comune – quando un lavavetri e’ stato picchiato e accoltellato, e’ la dimostrazione che dietro queste persone c’e’ un racket che sfrutta i soggetti piu’ deboli per fare guadagni incredibili”. Per questo, afferma Tomassini affiancato dal coordinatore cittadino del Pdl, Fabio Garagnani, “occorre avviare una lotta per la riconquista della citta’, che e’ in stato di totale abbandono. E chiamiamo a fare questa battaglia il commissario Anna Maria Cancellieri, il questore e il prefetto”. L’idea e’ quella di strappare i lavavetri dal racket, creando un registro comunale e trasformandoli in “lavamuri organizzati” da Palazzo D’Accursio per pulire i graffiti, spiega Tomassini, “un’emergenza che la citta’ non riesce a risolvere”. In altre parole, spiega l’azzurro, e’ un’iniziativa “contro i prepotenti per aiutare i deboli, dando loro un lavoro utile alla citta’”. Da questa opportunita’, pero’, sarebbero esclusi i clandestini, precisa Tomassini. Da domani dunque il Pdl adottera’ un semaforo diverso ogni settimana. Una decina di attivisti, dotati di cartelli contro il racket dei lavavetri, dalle 16 alle 18 distribuiranno agli automobilisti una petizione da presentare al commissario, perche’ promuova “ogni azione tesa all’eliminazione del fenomeno”, anche grazie a una “maggiore presenza della Polizia municipale e forze dell’ordine”.

E proprio ai vigili urbani il Pdl di Bologna si e’ rivolto chiedendo la presenza di qualche agente nei giorni di presidio ai semafori, “per scongiurare eventuali gesti inconsulti”. Secondo i berlusconiani, sotto le Due Torri sono in attivita’ tra i 50 e i 70 lavavetri. “Chiediamo il rispetto della legge – afferma Garagnani – non e’ questione di intolleranza, perche’ in qualche caso sono anche simpatici sotto certi aspetti. Pero’ la loro presenza e insistenza, prolungate nel tempo, diventano insostenibili”. Intervenendo e presidiando i semafori, continua Garagnani, “si possono prevenire danneggiamenti e aggressioni da parte dei lavavetri, ma anche eventuali episodi di violenza da parte di automobilisti esasperati”. Poi aggiunge: “Con questa iniziativa ci facciamo carico dei problemi della citta’, e’ la dimostrazione che non siamo un partito di plastica”.

Agenzia Dire