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Prostituzione Bologna. Il Pdl convoca un vertice per settembre

Tomassini: “Non nascondiamoci dietro al perbenismo. Non si può ridurre il problema agli abiti succinti delle prostitute. Chiediamoci piuttosto perché quelle povere donne si trovano lì”

Un vertice con Questura, Prefettura e tutte le forze politiche di Bologna per affrontare (e risolvere) il problema della prostituzione.

Lo propone il Pdl nella persona di Lorenzo Tomassini, ex capogruppo dei berlusconiani al Comune di Bologna, che interviene cosi’ nel dibattito nato in citta’ dopo l’ordinanza anti-prostituzione approvata dal sindaco del vicino Comune di Zola Predosa. “Penso che a settembre – suggerisce Tomassini in una nota – il commissario Anna Maria Cancellieri potrebbe riunire attorno a se’ le forze politiche e i rappresentanti di Questura e Prefettura, affinche’ si valutino proposte e soluzioni anche da inviare a Roma”. Secondo l’esponente del Pdl, infatti, “e’ ormai indifferibile affrontare a viso aperto il problema senza tabu’ o pregiudizi e con tanto realismo. Il dibattito sulla prostituzione non puo’ essere ridotto negli angusti confini dell’indecenza degli abiti di chi la pratica”. Il problema, e’ il giudizio di Tomassini, nasce anche dal fatto che a Bologna “da anni istituzioni e politica dichiarano guerra al problema, ma nessuno si spiega come mai le strade della citta’ ogni sera ospitino impunemente decine di uomini e donne”.

Per questo, insiste il berlusconiano, “visto il dilagare del fenomeno, e’ indispensabile organizzare un tavolo che veda come protagoniste tutte le forze istituzionali e le forze politiche che nell’ultima consiliatura avevano eletto almeno un rappresentante. Occorre andare oltre l’attuale approccio e cominciare ad esplorare i modelli di gestione del fenomeno praticati in altri Paesi”. Del resto, avverte Tomassini, “continuare a mettere la polvere sotto al tappeto non garantira’ nessuno, se non chi ha un concetto di moralita’ che assomiglia molto al perbenismo. A chi e a cosa serve scagliarsi contro gli abiti succinti di certe signorine? – si chiede l’esponente del Pdl – non e’ forse prioritario chiedersi perche’ si trovino in quella situazione e se lo stile di vita che praticano sia una scelta o una costrizione?”.

Agenzia Dire –