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Secondo il berlusconiano “la sinistra bolognese è più romana che mai”

“Un vero colpo di reni, quello di Pd e soci”, anzi “un vero trionfo di democrazia”. Lorenzo Tomassini, ex capogruppo del Pdl al Comune di Bologna, sceglie il sarcasmo per commentare l’investitura di Virginio Merola da parte del Pd bolognese in vista delle primarie del centrosinistra.

“Dopo anni di teorie sulla partecipazione, di circoli aperti e di ‘opportunita’ per tutti’ – manda a dire Tomassini – la sinistra bolognese e’ piu’ romana che mai”. Infatti, aggiunge l’azzurro con un riferimento a Davide Zoggia, responsabile nazionale per gli enti locali dei democratici, “l’inviato speciale di Bersani ha risolto la situazione e, in men di un amen, candidati, firme, moduli e tazze di te’ sono stati riposti in soffitta”. Per Tomassini, poi, “e’ impossibile dimenticare il mirabile ‘percorso partecipato’ che il ‘nostro’ (Merola, ndr) mise in campo alcuni anni fa per la realizzazione della moschea di via del Commercio associato”.

Vestita la casacca del “paladino delle liberta’ di culto”, scrive l’esponente del Pdl, l’allora assessore all’Urbanistica “con buona dose di superficialita’ ed approssimazione presento’ alla citta’ un’associazione islamica composta da sedicenti rappresentanti della comunita’ musulmana”. Approfondimenti successivi “condotti tanto dal sottoscritto quanto dai colleghi dell’opposizione – continua Tomassini – consentirono di appurare come gli interlocutori della premiata ditta Merola & Cofferati fossero affiliati dell’Ucoii e, quindi, ai Fratelli Musulmani di cui tanto si e’ scritto in questi anni sulle colonne dei giornali di tutti il mondo”.Poi, solo perche’ “travolto dalle proteste e dalle raccolte firme”, Merola decise di aprire un confronto con la citta’, ricorda Tomassini. Le consultazioni “si tennero tra ‘pochi e selezionati'” cittadini ma, “nonostante l’accurata selezione dei partecipanti – scrive Tomassini – l’assessore non usci’ tra gli applausi”. Anzi, “si becco’ i fischi di numerosi ‘compagni'” che, sottolinea l’azzurro, pensarono “con la loro testa”. Poi lo stesso Tomassini denuncio’ pubblicamente che la permuta alla base della realizzazione della moschea rappresentava “uno scambio assolutamente svantaggioso per i contribuenti”, si ricorda nella nota, costringendo l’amministrazione “a battere in ritirata e ad annullare tutti gli atti amministrativi”. Qualcuno diceva “che la storia non e’ maestra di vita- conclude Tomassini- questa volta, pero’, siamo in cerca dell’eccezione che confermi la regola”.

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