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Lettera aperta all'on. Garagnani e all'avv. Bignami

Bologna, lì 28 gennaio 2012

Pregiatissimo Signor
On. Fabio Garagnani
Coordinatore P.d.L. Grande Città di Bologna

Pregiatissimo Signor
Avv. Galeazzo Bignami
Vice Coordinatore P.d.L. Grande Città di Bologna

Caro Fabio, Caro Galeazzo,

come ben sapete oggi avrebbe dovuto celebrarsi nella nostra Città il primo Congresso del Popolo della Libertà per l’elezione della nuova dirigenza locale.

Per motivi tuttora incomprensibili l’assise è stata differita senza, peraltro, alcuna indicazione ufficiale rispetto alla data di rinvio. Inutile sottolineare come tale situazione stia creando confusione e smarrimento tra tutti noi iscritti.

Da tempo sostengo la necessità di favorire, con attivisti e simpatizzanti, momenti di aggregazione per l’elaborazione, la discussione e la sintesi delle migliori proposte per far crescere un Partito, il nostro, da troppo tempo prigioniero di sé stesso e di logiche autoreferenziali.

Spiace constatare come, al di là di dichiarazioni di facciata, il percorso sino ad oggi seguito contempli decisioni “tra pochi ed intimi” finalizzate alla spartizione degli incarichi territoriali ancora una volta prescindendo da logiche di trasparenza, merito e democrazia.

E’ ora di cestinare vecchi e consunti schemi che servono solo per nascondere rendite di posizione, privilegi, nepotismi e consorterie. L’ “unitarismo” o le “ampie convergenze” che sentiamo sostenere da più parti nel partito non sono, per Voi, valori o bandiere da difendere, bensì espedienti per imporre un pensiero unico al quale non mi rassegnerò mai.

Noi siamo nati per difendere ed affermare la libertà, la democrazia ed il rispetto di regole uguali per tutti.

Il percorso che avete imboccato, spiace dirlo, sacrifica, sull’altare di un unitarismo di facciata e di “convergenze” tutt’altro che “ampie”, il diritto di ogni iscritto al libero confronto ed all’esercizio dell’elettorato attivo e/o passivo.

Non pretenderò la Vostra intima convinzione verso il modello delle primarie – che da tempo sostengo e che ho recentemente attuato – ma, almeno per coerenza rispetto alle parole di condivisione che in più sedi avete espresso verso il nuovo corso “primarista” inaugurato dal nostro segretario politico, On. Angelino Alfano, mi sarei aspettato un approccio pluralista al congresso, tutto proteso allo studio, all’elaborazione di programmi ed al massimo coinvolgimento di tutti gli iscritti per favorirne un impegno concreto anche attraverso le candidature.

Purtroppo, stiamo assistendo ad atteggiamenti di chiusura ed autoreferenzialità che, oltre ad allontanare o scoraggiare nuove energie, rischiano di ricondurci nel vicolo cieco della recente esperienza elettorale dove, dissipando il capitale politico “Delbono”, non siamo stati capaci, pur con un vantaggio di quindici mesi, di organizzare una campagna elettorale degna di questo nome.

Caro Fabio e caro Galeazzo, nella convinzione dell’intangibilità dei diritti che spettano alle minoranze, fossi in Voi non avrei paura di vere elezioni e veri confronti che sono l’essenza della democrazia.

Un caro saluto,

Lorenzo Tomassini