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Oggi commissione bilancio ed urbanistica. All’ordine del giorno la mia richiesta di udienza conoscitiva sulla tassazione dei terreni inseriti nel PSC (Piano Strutturale Comunale). Parlando come si mangia, l’IMU da applicare ai terreni che nel 2007 (anno di adozione del PSC) vennero di fatto definiti “in odore di edificabilità” e come tali tassati.
Andamento della seduta.
Introduco riepilogando le norme e, soprattutto, la giurisprudenza che, in questi ultimi anni, si è fatta carico di risolvere una grande ingiustizia che sta impoverendo tanti privati cittadini che pagano tasse su tasse per un arricchimento solo virtuale. La crisi mondiale dell’edilizia, come noto a tutti, ha frustrato ogni aspettativa, modificando radicalmente le prospettive economiche di tanti settori del Paese, edilizia in primis.
Lo stesso Assessore all’Urbanistica, intervenuto oggi al dibattito, ha, con inaudito candore, ammesso che a Bologna si è costruito anche troppo e che il futuro sarà diverso. Ha anche ammesso che il piano strutturale comunale non conferisce indici o diritti edificatori. Morale: l’inserimento di un terreno nel PSC, che al massimo avrebbe potuto generare solo aspettative di edificabilità, non significa nulla e garantisce ancora meno. Quindi? Quindi chi sta pagando per un’edificabilità solo ipotetica e sancita con provvedimenti scritti sulla sabbia, avrà da piangere calde lacrime. Molto probabilmente avrà pagato un sacco di quattrini per nulla. E’ un po’ come pagare la corsa di un taxi che non esiste o acquistare la Fontana di Trevi. Roba simpatica e divertente, ma nei film di Totò.
Tutto questo è giusto? No, secondo noi si tratta di una nuova modalità punitiva di chi ha la sventura di essere proprietario di qualcosa. Siamo di fronte ad un esproprio strisciante, ad un’ennesima socializzazione delle risorse e dei sacrifici dei privati cittadini. Giocoforza, molti piccoli proprietari saranno costretti a svendere (se non a regalare) pur di uscire da un tritacarne amministrativo che non lascia loro scampo. Per essere concreti e toccare con mano, si sappia che chi oggi possiede un ettaro di terreno “seminativo”, per sventura inserito nel PSC, dal 2007 paga circa 4.000 euro all’anno. E lo farà anche negli anni a venire. Un sacco di soldi. Un drenaggio di risorse senza una causa vera, un’artifizio amministrativo, un ennesimo pretesto per mettere le mani in tasca ai cittadini.
Non potendo accettare questa situazione, oggi presenterò al Consiglio Comunale una mozione per cambiare questo modus operandi. In quella sede vedremo se il nostro Sindaco e la maggioranza che lo sostiene vorrà modificare la situazione.
Nelle more, il nostro Deputato On. Massimo Palmizio, che si è dimostrato concretamente attento al caso, ha già presentato in Parlamento un primo emendamento all’IMU che la maggioranza che sostiene il Governo, purtroppo, si è affrettata a bocciare. Ciò nonostante, il nostro Onorevole ha già formalizzato per via ordinaria quanto ingiustamente e frettolosamente respinto la settimana scorsa in Aula. Nostra speranza è riuscire in tempi brevi a risolvere l’incresciosa situazione ed a dare, una volta in più, tutela ai diritti dei cittadini.
Lorenzo Tomassini