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Massimo Pavarini

Massimo Pavarini

Il metodo democratico produce i migliori risultati quando le forze politiche interpretano correttamente il ruolo loro affidato dagli elettori. Chi vince governa, chi perde propone e controlla.

Da ex consigliere di Forza Italia e da ex Presidente del Gruppo Consiliare del PdL sono stato testimone del grande impegno di tutti i gruppi di minoranza e dello scrupolo con cui i singoli atti amministrativi sono stati vagliati.

Il “caso Pavarini”, che sollevai dell’autunno 2004 dopo aver studiato atti, leggi e regolamenti,  rappresenta uno dei tanti episodi “di dubbia opportunità” che – senza il doveroso controllo di cui parliamo – sarebbero “passati in cavalleria” in barba agli onesti cittadini che pagano le tasse.

Mi rallegra, pertanto, che i bolognesi possano oggi concretamente prendere atto dell’utilità del lavoro dei consiglieri comunali, il cui ruolo – troppo spesso – viene sottovalutato, se non addirittura negato. Ed in questo senso, non posso nascondere la gratificazione ed il forte stimolo che, indirettamente, la Procura della Corte dei Conti dà all’intera “categoria”.

Mia speranza, ora, è che si giunga presto ad esaminare i tanti “casi” che ho sollevato, tra cui quelli sull’oneroso ed inutile progetto della Moschea, sugli sprechi di Villa Salus (per l’accertamento dei quali ho dovuto ricorrere vittoriosamente al TAR e, successivamente, subire un procedimento penale per accuse infondate dalle quali, nonostante l’accanimento terapeutico di alcuni, sono stato assolto ben due volte!), sulle ingiuste rimozioni delle automobili nel quartiere Santo Stefano, sui costi dei Rave Party, sulle generose consulenze per le inutili mediazioni al Pratello e sull’assegnazione di spazi pubblici ad “associazioni di bandiera” senza bandi.

Penso che in un periodo di sofferenza generale della politica e della rappresentanza, l’opinione pubblica debba necessariamente rivalutare i propri rappresentanti locali.

Evviva i consiglieri comunali!

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