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Come avevo promesso, la nostra indagine ed azione politica per far emergere la verità sui derivati continua. In verità, nei giorni scorsi c’è stato un vero colpo di scena: il presidente della Commissione Bilancio, Marco Piazza, ha definitivamente annullato l’udienza conoscitiva che, assieme alla Collega Federica Salsi, avevo richiesto per capire – in contraddittorio con l’Assessore Giannini, i Dirigenti comunali, i legali rappresentanti di Aziende pubbliche e società partecipate o controllate – se l’inchiesta giornalistica di Antonio Amorosi avesse davvero colto nel segno. L’improvviso provvedimento è stato giustificato attraverso la trasmissione di un parere rilasciato dal Segretario Generale con cui, muovendo dalla riservatezza delle risultanze della Centrale Rischi della Banca d’Italia, si assumeva l’impossibilità di trattare l’argomento dai noi sollecitato alla presenza di terzi estranei all’amministrazione (giornalisti e cittadini). In altre parole, in un Paese in cui i cittadini vengono monitorati in ogni loro spostamento, in ogni loro movimento bancario e nell’acquisto di beni e servizi, gli stessi cittadini non possono sapere come chi li amministra impieghi il loro denaro e, soprattutto, se con lo stesso vengano fatte operazioni rischiose per i conti pubblici (i derivati sono vere e proprie scommesse!). Morale, il massimo tutore della trasparenza dei conti, al secolo il “grillino d.o.c.g.” Marco Piazza, paventando “gravi responsabilità” di ogni consigliere per eventuali “fughe di notizie sui contenuti degli atti segreti”, decideva, senza sentire nessuno, di annullare tutto.  In verità, il paladino della trasparenza, come dimostrano suoi scritti pubblicati su Facebook (chi di rete ferisce …), da giorni ci dipingeva come persone superficiali in cerca di visibilità da cui, all’evidenza, bisognava dissociarsi.

Così ieri, dissociandoci da un modo “tutto originale” di concepire il delicatissimo ruolo affidato  all’esponente pentastellato dal Consiglio Comunale, ci siamo assunti le nostre responsabilità (diversamente dal lui) e, convocata una conferenza stampa, abbiamo dato fiato alle trombe. Antonio Amorosi, con grande puntualità, ha reso pubblici nomi di banche ed importi dei contratti derivati riconducibili al Comune. Salsi ed io, ripartendo dalle dichiarazioni (anzi, dalle negazioni!) rese in aula di Consiglio dalla Vice Sindaco (“il Comune di Bologna non ha derivati e non ne ha mai avuti”), abbiamo ribadito la gravità della censura impostaci e di una situazione creata ad arte per impedire ai cittadini di sapere la verità.

Nel pomeriggio, colpo di scena: con una nota diramata dall’Ufficio Stampa, il Comune di Bologna  ammetteva l’esistenza di un contratto derivato stipulato su un mutuo di oltre 20 miliardi delle vecchie lire, rinegoziato nel 2005 ed estinto nel 2012 … con un risparmio di oltre 800.000 euro !!!

Ottocentomila euro di risparmio? Fermi tutti. Risparmio rispetto a cosa? E su cosa? Ma è mai possibile essere trattati in questo modo?

Ricapitoliamo: con interpellanze ufficiali avevamo chiesto se il Comune, dal 1995 (nascita della centrale rischi) ad oggi avesse mai stipulato contratti di finanza derivata. Con risposte ufficiali dell’Assessore al Bilancio, nonché Vice Sindaco Prof.ssa Silvia Giannini, ci è stato risposto:”il Comune di Bologna non ha derivati e non ne ha mai avuti”. Poco convinti, abbiamo chiesto la convocazione di un’udienza conoscitiva che si è conclusa come vi ho detto. Qualcuno, nelle more, ci ha voluto dipingere come mitomani in cerca di visibilità. Altri rappresentanti istituzionali del M5S ci hanno aspettato fuori dalla conferenza stampa per aggredirci e definirci “ridicoli”. Qualcuno intende la democrazia in questo modo, ma io ho un vantaggio: non sono “dei loro” (ringraziando la Provvidenza!) e non possono espellermi. Quindi? Andiamo avanti e domani, in Consiglio, chiederò al Sindaco cosa pensi di una Vice che racconta bugie e se sia il caso di mantenerla ancora nel ruolo. Sbaglio?

Un cordiale saluto a tutti e grazie per la pazienza.

Lorenzo Tomassini