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Il Civis in una delle prove degli scorsi mesiPdL: dopo allarme istruttori cda si dimetta; Lega “chiama” Peri

La Procura di Bologna ha intenzione di vederci chiaro anche sulla possibile “pericolosità” del tram Civis, e si era mossa in questo senso ancor prima che gli istruttori di Atc mettessero nero su bianco in un dossier (che presto finirà sul tavolo della Commissione sicurezza) tutti i “nei” che hanno rilevato nelle prove di circolazione del tram a guida ottica. Ad occuparsi di verificare gli eventuali rischi del mezzo, per cittadini e autisti, saranno gli uomini del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza, a cui il pm titolare dell’inchiesta, Antonello Gustapane, nei giorni scorsi ha dato una delega investigativa per chiarire questo aspetto. La Procura, in quest’ottica, acquisirà anche il dossier degli istruttori di Atc, di cui oggi dà notizia il “Corriere di Bologna”.

L’inchiesta, aperta ormai da un anno e mezzo, ipotizza l’abuso d’ufficio e la frode in pubbliche forniture. Ma nel corso della vicenda, la Procura ha deciso di verificare anche le eventuali violazioni in materia di tutela del patrimonio storico culturale di Bologna (segnalate in un esposto da “Italia nostra”) e le possibili ripercussioni sismiche su cui, nel luglio scorso, ha tuonato il vulcanologo Enzo Boschi.

Il dossier degli istruttori, intanto, si traduce in un’occasione per il centrodestra di tornare alla carica. Il PdL, ad esempio, dice chiaro e tondo che il consiglio di amministrazione dell’Atc «deve rassegnare immediatamente le dimissioni e sul punto solleciteremo il ministero dei Trasporti», oltre che il commissario comunale Anna Maria Cancellieri. Lo affermano, in una nota, il parlamentare e coordinatore cittadino Fabio Garagnani, il consigliere regionale Galeazzo Bignami e l’ex capogruppo in Consiglio comunale Lorenzo Tomassini.  Per il PdlL, il dossier degli istruttori Atc costituisce una denuncia “demolitoria” nei confronti del Civis ed è il «più grave atto d’accusa alla classe dirigente pubblica che in questi anni ha gestito l’appalto». È corretto, si chiedono i tre esponenti azzurri, «che l’azienda abbia nascosto e nasconda ancora i pericoli, giustificando l’interruzione delle prove con motivazioni apparenti?». Per il PdL, dunque, si tratta di capire ora «chi paga» e «quale trasparenza ed oggettività Atc potrà garantire oggi ai cittadini nella gestione futura della loro sicurezza e dei loro denari». Infine, il PdL ipotizza che gli elementi di pericolo rilevati dagli istruttori possano configurare un «grave inadempimento contrattuale» che potrebbe permettere al Comune di risolvere il contratto con l’azienda produttrice del Civis, Irisbus, «liberando la città ed i cittadini da un’opera che nessuno vuole e che, con ogni probabilità, destabilizzerebbe il centro storico».

Garagnani, inoltre, spiega di aver già raccolto in Parlamento le firme necessarie per presentare un’interpellanza urgente al Governo, chiamato a pronunciarsi sul Civis in quanto mezzo che «mette a rischio la sicurezza di chi lo conduce e dei cittadini». All’esecutivo, inoltre, Garagnani chiede «quali iniziative intenda adottare dal punto di vista del blocco dei finanziamenti in presenza di un’infrastruttura che presenta disfunzioni significative rispetto al progetto originario».

Infine, il parlamentare del PdL invita il Governo ad «intervenire sul commissario per un atteggiamento più deciso che non escluda la risoluzione el contratto e nuove perizie».

Passando alla Lega Nord, il consigliere regionale Manes Bernardini chiama in causa l’assessore ai Trasporti della Regione Emilia-Romagna, Alfredo Peri: «Deve aprire immediatamente un’istruttoria e relazionare in commissione».

Per l’esponente leghista serve ora la «massima trasparenza» e «se alcuni hanno nascosto informazioni, problemi tecnici, errori di valutazione si devono cercare le rispettive responsabilità». In altre parole, «chi omette – afferma Bernardini – deve pagarne il prezzo di fronte all’opinione pubblica bolognese». Il dossier degli istruttori, conclude Bernardini, è «inquietante» e svela un «capolavoro di inefficienza amministrativa». Sul nuovo capitolo riguardante il Civis, infine, interviene anche il coordinatore regionale finiano Enzo Raisi: dopo mesi di «controindicazioni» e «malfunzionamenti di ogni genere», scrive il parlamentare, «mi domando se forse non sia davvero il caso di fermarsi, sospendere i lavori ed avviare un confronto serio e costruttivo tra tutte le parti interessate». Raisi conclude con «una riflessione che può sembrare ovvia, ma tanto ovvia non è: non si può mettere in strada una vettura che mette a rischio la sicurezza degli autisti e di tutti i cittadini».

(DIRE) BOLOGNA, 28 settembre 2010

Articolo del “Corriere di Bologna”